martedì 8 gennaio 2013

IL PD CI HA VENDUTO ALLA GERMANIA!!!!!!!!!!


Più a destra di Monti: così Bersani ci ha venduto a Berlino


«Il più convinto artefice di questa proposta, che ha incontrato il favore di Barroso, è il superministro tedesco dell’economia Schäuble», ricorda il blog “Senza Soste" (http://senzasoste.it)                         

      /Bersani
Persino Monti, diplomaticamente, nelle settimane scorse aveva fatto scivolar via questa proposta (assieme ad altri paesi): il professore della Bocconi sarà pure «un uomo di destra, convinto di svendere il paese», ma al tempo stesso «sa che la cessione di sovranità va sempre saputa trattare con accortezza». E cosa ti combina Bersani? «Per accreditarsi in Europa si dice pronto ad accettare la proposta Schäuble». Al “Financial Times”, il segretario del Pd – reduce dalla primarie che celebrano la democrazia interna del partito – si dichiara pronto ad accettare la fine della sovranità democratica dell’Italia, e ovviamente «si bada bene dal dirlo all’elettorato italiano». La cessione di sovranità senza alcuna contropartita «si chiama “resa ad una potenza straniera”», conclude “Senza Soste”. «Nessun dubbio che Bersani voglia incarnare i panni del nuovo Pétain che, a suo tempo, decise che la resa praticamente senza contropartite alla Germania fosse l’unica strada razionalmente praticabile».


L’intervista rilasciata al “Financial Times”, osserva Pino Cabras su “Megachip”, rivela una volta di più una precisa scelta delle classi dirigenti italiane: cedere sovranità, sempre di più. «In vista delle elezioni assistiamo pure alle solite schermaglie, ai riposizionamenti, alle sgomitate e alle primarie. Ma l’Agenda della sovranità perduta, si chiami Agenda Monti o Agenda Bersani (e anche Agenda Vendola), è una e una sola», scrive Cabras. «E’ come se le elezioni fossero truccate». Ovvero: prego, votate pure alle vostre primarie, tanto nessuno di voi né alcuno dei vostri futuri deputati sa che Bersani, quando speaks English, dice: «I do not want to renegotiate the Fiscal Compact or any of the agreements reached over the last year». E attenzione, aggiunge Cabras: «I nostri subgovernanti non baciano soltanto la pantofola dei supergovernanti berlinesi, come enfatizza l’articolo. Bersani in realtà aveva già iniziato il suo giro delle pantofole con un’intervista al Wolfgang Schäuble“Wall Street Journal”, per rassicurare altri sacri piedi, quelli dei finanzieri anglosassoni: fra uno slurp e l’altro, spiegava loro che lui non andava certo a governare per cambiare qualcosa».
Lo stesso Monti, continua Cabras, chiarisce che non cambia una virgola del rapporto con Washington. In tempi di crisi significa: continuiamo così, senza toccare niente delle vere cause di tale crisi. Si conferma così l’intuizione del giornalista russo Fëdor Luk’janov: «L’aspirazione al potere per non intraprendere nulla è un fenomeno nuovo nella politica internazionale». Cha fare, dunque? «La cosa più urgente, ora, consiste nel non votare questi incalliti e pericolosi conservatori, e farli sbattere contro una marea di voti contrari e una forte delegittimazione, prima che ci facciano sbattere contro una catastrofe», conclude Cabras, impegnato – insieme a Giulietto Chiesa – a smascherare il falso riformismo del centrosinistra, che si pretende alternativo a Berlusconi. La verità è ben altra, come lo stesso Bersani provvede a spiattellare al “Financial Times”, lontano dal pubblico italiano: il Pd non ha alcuna intenzione di deviare di un centimetro dall’agenda-Monti. E non si farà scrupolo di inasprirla ulteriormente, una volta esauriti i sorrisi televisivi della campagna elettorale.

                                                                                                                                       Max


mercoledì 2 gennaio 2013

MOVIMENTO ARANCIONE...........CI SIAMO !!!!!!!!!


                                                

Siamo un gruppo di cittadine e cittadini che crede che l’Italia abbia
bisogno della passione e dell’impegno di tutto il popolo per costruire un
futuro fatto di benessere, prosperità, equità, libertà e giustizia sociale.
Vogliamo costruire una politica basata su nuove pratiche, portando nelle istituzioni le
esperienze nate dal basso: nel volontariato, nella società civile, nel precariato, nei
movimenti, nei luoghi di lavoro, nelle scuole, nelle università. Perché è dalla lontananza delle istituzioni e dei partiti dalla vita reale degli italiani che si è prodotta la crisi politica, sociale, economica e morale dell’Italia.
Rimettiamo al centro della politica le donne e gli uomini, con le proprie competenze, i propri ideali, le proprie aspirazioni e passioni.
È il momento di riscoprire i valori della fiducia e della reciprocità, costruendo un'economia che si basi sull'utile sociale e non solo sul profitto economico.
È l’ora di una rivoluzione delle anime e dei cuori e delle menti, per ricostruire una
connessione sentimentale, umana e utile fra la politica e le persone.
La politica dei partiti si è troppo spesso trasformata in un mezzo per guadagnare potere e soldi. La Politica, con la p maiuscola, è invece passione e impegno civile del popolo per il popolo, è strumento per realizzare i sogni delle persone.
Noi siamo il potere dei senza potere, la voce dei senza voce.
Riscopriamo l'entusiasmo e la passione, la fiducia in un futuro positivo per noi e per i nostri figli. Basta con lo scoramento e la rassegnazione. Basta tenere le teste abbassate. Basta essere indifferenti e stare a guardare alla finestra come va a finire.
Siamo i protagonisti della nostra vita e del nostro futuro.Liberiamo il paese dall'egoismo, dal malaffare e dal compromesso, apriamo le finestre dei palazzi del potere per far uscire il puzzo del compromesso morale e per far entrare il fresco profumo della libertà. Siamo il cambiamento, perché vogliamo il cambiamento.
È giunta l’ora di mettersi in movimento per riconquistare una nuova
centralità nella vita del paese.
Un mondo sotto lo scacco dei potentati economici e finanziari, non è il nostro.
Un mondo dove si distrugge l'ambiente, si opprimono i popoli, si riducono i diritti sociali e civili, non è il nostro.
Un mondo dove i ricchi diventano sempre più ricchi e i poveri sempre più poveri, non è il nostro.
Il mondo che vogliamo è un mondo diverso, nel quale la felicità che ognuno di noi cerca di raggiungere come singolo dipende anche dalla felicità di chi ci sta vicino. La società che vogliamo è una società diversa, dove i valori fondanti della solidarietà, della cooperazione, della laicità e del welfare sono condivisi.
Dicono che per ridare slancio all’economia sia necessario tagliare il welfare, ridurre i salari, comprimere i diritti: non è vero.
Dicono che per uscire dalla crisi sia necessario aumentare le tasse sul lavoro, ridurre i
consumi, chiudere le fabbriche, aumentare il precariato e la disoccupazione: non è vero.
Dicono che l'istruzione, la ricerca e la sanità pubbliche siano da considerare spese da
tagliare: non è vero. Queste sono le risorse da valorizzare per il bene comune.
È il momento di far pagare le tasse sui patrimoni, sulle rendite e sulle transazioni
finanziarie, non sul lavoro e sui consumi.

Se si sogna da soli, è solo
un sogno, se si sogna insieme,
è la realtà che comincia.
www.movimentoarancione.com
twitter: @movarancione
facebook.com/movarancione
1
È il momento di puntare sull'economia dei beni comuni, premiando l'utile sociale e
un nuovo modo di fare impresa che sia responsabile, solidale, rispettoso delle
persone, dell'ambiente e dei valori del territorio.
È il momento di superare le ideologie privatistiche ma anche quelle stataliste,
puntando sulle proprietà collettive pubbliche e democratiche, consegnando
direttamente ai cittadini il controllo e la gestione di beni dai quali dipendono i diritti
di cittadinanza e i servizi essenziali, anche attraverso gli strumenti di democrazia
diretta.
È il momento di rilanciare la ricerca e una nuova e contemporanea politica
industriale per lo sviluppo e l'occupazione, con la quale contrastare vecchie e
nuove povertà.
È il momento di puntare sull'economia reale, per recidere le radici della
speculazione finanziaria.
È il momento di dichiarare guerra alla corruzione, alla povertà e all'ingiustizia.
E di vincere definitivamente quella contro le mafie.
È il momento di dichiarare guerra alla guerra, che non risolve problemi o conflitti
ma li aggrava, e che pesa sulle spalle nostre e del mondo anche perché sottrae
enormi risorse utili a costruire prospettive di vita e di prosperità.
È il momento di mettere al centro della politica i diritti universali inalienabili come il
lavoro, la dignità, il rispetto, la casa, l'ambiente, la socialità, la laicità, la pace e la
libertà.
È il momento di costruire un’Italia laica, aperta e plurale, dove le idee e i diritti di
tutte e di tutti godano della stessa cittadinanza.
Il momento di cambiare è arrivato: è adesso.
Per questo, vogliamo costruire un nuovo programma politico tutti insieme, in modo
condiviso.
Per questo, abbiamo deciso di pubblicare questo manifesto sul web, per
raccogliere e discutere le proposte che verranno dai cittadini, per quello che sarà il
programma di vita e di governo del Movimento arancione.
Discuteremo di tutto, senza pregiudizi, ritenendo non negoziabili solo i valori
fondamentali attorno ai quali questo appello è nato: Costituzione, democrazia,
giustizia sociale, pace, solidarietà, lavoro, laicità, protezione dell'ambiente,
economia dei beni comuni, lotta alle mafie e alla corruzione, alle discriminazioni
razziali e di genere, impegno per i diritti universali alla libertà, alla felicità e alla
piena realizzazione di se stessi e della società.
Insieme, possiamo cambiare il nostro futuro.
Unisciti anche tu. Prendi parte al cambiamento.
                                               Max