martedì 6 settembre 2022

LA POLITICA E' IN CAMPAGNA ELETTORALE......."TUTTO TACE

                                                                       



Consumo di suolo: il fallimento della legge regionale e speculazione.


È una "storia" triste, quella delle case popolari in Piazza Mercato. Una storia comune a tanti altri luoghi ed edifici dismessi a Marghera, come il sottopasso ciclopedonale o l'ex asilo Sacro Cuore.


Storie che nascondono l'incapacità di gestire e governare il territorio bilanciando gli interessi in gioco. Perché il profitto dei privati si può ricavare senza cementificazione e il disagio sociale si può attenuare assegnando le case attraverso un bando Erp, in entrambi i casi attuando una manutenzione.


Il Veneto continua ad esser la seconda regione per consumo di suolo e la tutela dell'ambiente non può più esser un principio morto, lasciato sulla carta e superato da una legge regionale che non va affatto nella direzione sperata come risulta dai dati condotti dall' ARPAV 2021.


Il consumo di suolo è una delle principali componenti della crisi climatica che dev'esser affrontato dal legislatore, se non con una revisione costituzionale del riparto delle competenze tra Stato e Regioni, almeno individuando nel principio di sussidiarietà il mezzo per tutelare istanze di unificazione in deroga all'ordine costituzionale delle competenze. 

La sussidiarietà può esser usata dallo Stato per assumere o disciplinare funzioni amministrative ricadenti in ambiti di competenza concorrente o residuale regionale ogniqualvolta si tratti di realizzare esigenze di carattere unitario. 

Chiediamo una legge statale che porti a zero il consumo di suolo, che blocchi le

espansioni in zone naturali e agricole e attivi un programma per il recupero, il riuso e la

manutenzione del patrimonio esistente.

La tutela dell'ambiente dev'essere una priorità di tutti: istituzioni, imprese e cittadini.


Comitato ViviAmo Marghera

lunedì 29 agosto 2022

Meglio pensare al futuro con la miseria che sta arrivando

                                 


Più che le "simpatie fasciste" guardate la collocazione geopolitica della Meloni

Più che alle simpatie fasciste della Meloni e di FdI bisognerebbe guardare alla loro collocazione geopolitica e alla loro dipendenza da un progetto di riordino dell'egemonia americana all'interno del contesto europeo.


La piattaforma programmatica di Fdl è del tutto inconsistente. È un insieme di contraddizioni in cui stanno insieme liberismo, statalismo, assistenzialismo e corporativismo. La somma di questa roba qua produce il nulla. Quello che più conta è invece il modo in cui il partito della Meloni si inserisce nelle sperimentazioni che gli Usa hanno sostenuto in Polonia e in altri paesi dell'est Europa, dove dominano delle destre reazionarie e iper atlantiste molto affini a Fdl.


Che Europa vogliono gli Stati Uniti? La guerra in Ucraina conta evidentemente tra gli attori sconfitti anche l'UE, che ha dovuto cedere la propria sovranità militare alla Nato dopo gli accordi in Spagna, precludendosi la possibilità di un esercito europeo (che comunque era una mezza fantasia francese). Ma ha come grande sconfitta anche la Germania, i cui effetti economici e geopolitici del conflitto ucraino sono addirittura peggiori di quelli subiti dall'Italia durante la guerra in Libia del 2011, che ha sancito la fine degli ultimi margini di autonomia nazionale del paese.
 
Resta in piedi la Francia, ma solo teoricamente. La sua economia è fragile, malgrado i progetti molto ambiziosi di Macron. Il suo debito pubblico è enorme. Il suo benessere è sostenuto dal deficit (ma non ci sarebbe nulla di male) e dalle risorse drenate dalle colonie in Africa. Macron ha provato ad opporsi alla linea Angloamericana in Ucraina. Ha capito (insieme a Scholz) che gli effetti del conflitto saranno catastrofici. Ma non è riuscito ad imporre alcuna prospettiva. Attualmente l'UE è trainata dalla linea politica polacca e baltica.
 
Gli americani perderanno in Ucraina, ma hanno sicuramente stravinto in UE e ora si apprestano a consolidare la loro egemonia esportando anche in Italia una semi dittatura reazionaria sul modello del regime Polacco.