sabato 4 marzo 2017

ADESSO ANCHE SCIACALLI??????

 
                                                      



Le vicende giudiziarie che stanno trascinando il Pd renziano verso l’implosione, a partire dalla princiaple – l’affare Consip, centrale degli acquisti per le amministrazioni pubbliche – non stupisce nessuno. La classe dirigente italiana – imprenditori e politici, funzionari e corpi militari – è un abisso da cui ogni persona onesta vorrebbe distogliere lo sguardo.
Eppure una cosa stupisce: l’asimmetria palese tra dimensioni colossali degli affari o delle ambizioni e il nanismo imbarazzante delle filiere in competizione per accaparrarseli.
In questa oscena faccenda saltano fuori faccendieri più o meno improvvisati, quasi sempre figli, padri, fratelli, amici di infanzia e di famiglia. Tutti referenti di piccoli “imprenditori”-prestanome di altrettanti amici, parenti, famigli. Vien quasi da rimpiangere la Prima Repubblica, i grandi partiti divisi da visioni del mondo strutturate, in cui gli affari sporchi erano affidati a militanti provatissimi, pronti ad immolarsi anche in carcere pur di salvaguardare gli interessi del partito (Severino Citaristi per la Dc, Primo Greganti per il Pci, ecc). Crollate le fedi, volatili le appartenenze, individualizzate le ambizioni, non resta che affidarsi alla famiglia, al giro stretto di quelli che "io ti ho creato, io ti distruggo". Come nella n'drangheta…
Solo uno spaccato sintetico per capirci qualcosa, utilizzando le cronache giudiziarie. Il “povero” Alfredo Romeo aspira all’affare della sua vita puntando all’appalto per le pulizie dei palazzi del potere situati nel centro storico di Roma. Un business da 100 milioni facili facili (con il jobs act si possono fare miracoli imprenditoriali pagando quasi nulla i lavoratori precari) dagli importati risvolti “politici”. Pulire i cessi del potere è già di per sé uno stare nelle stanze del potere, no? Una volta lì, da cosa può nascere cosa….
Cerca un contatto con il padre di Renzi tramite un ragazzotto poco più che trentenne che però conosce bene sia il padre Tiziano che lo stesso (allora) premier. Può vantare – diventa la sua dote principale, nel resoconto che sarebbe stato fatto a Luca Lotti – di essere affidabile perché capace di tenere la bocca chiusa anche se rinchiuso in carcere (come era avvenuto qualche anno fa, poi assolto). Il padre Tiziano è sospettato – dallo stesso Romeo e dagli inquirenti – di fare “il doppio gioco”, perché c’è un concorrente (la Cofely del piemontese Bigotti, ora in mani francese) che però sarebbe "vicinissimo" a Denis Verdini. Con il quale  Tiziano Renzi ha una innegabile conoscenza pluridecennale (era il distributore del Giornale di Toscana, in qualche modo proprietà del Verdini ieri condannato anche per questioni connesse a quel giornale).
Usciamo da questi maleodoranti anfratti e cerchiamo di respirare – speranza vana – innalzandoci alle vette della polichetta italiana. Qui “l’affaire Consip” sta destabilizzando il percorso del congresso del Pd, voluto proprio da Renzi il più rapido e sbrigativo possibile (idee e progetti da discutere non ce ne sono, perché perder tempo…). Più passano i giorni, più consistenti pezzi della vecchia maggioranza renziana si vanno sbriciolando. Per paura che il purosangue si sia dimostrato un ronzino molto dopato (la botta della sconfitta al referendum avrebbe determinato la sua scomparsa, in un paese normale), per vaghe tentazioni egemoniche (Franceschini, più che Orlando o Emiliano), per le incertezze sul futuro (tra un sistema politico balcanizzato dalla legge proporzionale e una ormai certa presa di controllo del paese da parte dell’Unione Europea, se le elezioni in Francia e Germania non produrranno sconquassi inimmaginabili).
Sorprende, insomma, che le prevedibili traversie giudiziarie di una filiera corta come il “giglio magico” possano esser diventate il detonatore in grado di far esplodere ciò che resta del sistema politico italiano. Se il Pd – come si ammette ormai quasi apertamente – è sul punto dell’implosione per motivi così bassi, non esiste nessuna alternativa che possa risultare credibile ai mitici “mercati”, alla Troika e non da ultimo alla popolazione di questo paese. I Cinque Stelle non lo sono per una lunga serie di motivi, che la giunta Raggi si è incaricata di esemplificare. E comunque, una qualsiasi offerta politica che possa risultare gradita a Bruxelles o Francoforte è ipso facto invisa a un elettorato dal “vaffa” facile. Anche se nell’immediato fosse possibile presentargliela con una “narrazione” fascinosa, tempo pochi mesi e le cose si chiariscono bene…
Filiera cortissima, quella fiorentina. Un “comitato d’affari” ristretto in pochi chilometri quadrati, rivelatosi incapace di rappresentare una soluzione efficace per ciò che resta della borghesia di questo paese; incapace di qualsiasi “visione” più concreta di un acido lisergico, intellettualmente nano e concentrato unicamente sui propri interessi personali; una compagnia di ventura a chilometri zero.
Che è poi la vera cifra del “pensiero politico” diffuso in ogni ambiente di questo paese: vista corta, miope, con molti gradi di astigmatismo.
Vergognatevi tutti..dal primo all'ultimo

                                                                                                 Max

                                                      

giovedì 2 marzo 2017

RENZI....RENZISMO....SCORCIATOIE

Carlo Calenda: "I bonus sono scorciatoie, non creano reddito e lavoro. Il Governo non deve diffondere ottimismo"


                                                          





Bonus e narrazione ottimistica sono stati tra i due capisaldi del renzismo di governo. Capisaldi che il ministro dello Sviluppo Economico Carlo Calenda, ha smontato così:"Per creare lavoro e reddito non esistono scorciatoie, non esistono invenzioni di redditi, invenzioni di lavori, invenzioni di bonus. Esiste costruire le condizioni di competitività affinchè le imprese possano assumere". "Se noi proviamo a tracciare scorciatoie - ha aggiunto durante la cerimonia al Quirinale per la giornata 'Qualità Italia - ripetiamo gli errori del passato".
Un colpo ai bonus e un altro alla narrazione ottimistica. Continua il ministro: "La domanda - ha spiegato - che ci si pone oggi è se dobbiamo essere ottimisti o pessimisti. Io penso che sia una domanda mal posta. Noi dobbiamo essere realisti, cercare di analizzare la situazione e il grado di complessità che la situazione merita in tutto il mondo". "Io credo- continua- che non sia compito del governo spandere ottimismo o delle opposizioni spandere pessimismi ma sia compito di tutti costruire un percorso che si basi sulla razionalità, i dati e la complessità. Credo che la complessità è la categoria in cui ci troveremo ad operare e credo che la complessità sia la categoria che i cittadini sono pronti ad accettare"
Inutile nascondersi Renzi.....credo tu abbia già dato molto pericolosamente.......adesso scendi dal piedistallo e mettiti in testa che sei figlio di gente....................."BENESTANTE"

                                                                                                                    Max