martedì 29 gennaio 2013

QUELLO CHE HA FATTO DI BUONO MUSSOLINI !!!!!

                                                                                                       


Mussolini ha fatto anche 'qualcosa di buono'? Ecco qui.
- La soppressione dei diritti e delle libertà: le sopraffazioni delle squadracce fasciste che seminano morte e terrore, con la "notte di fuoco" di Firenze, con la colonna Brandimarte a Torino, col rogo delle grandi cooperative ravennate preludio alla Marcia su Roma. Decine e decine di morti, centinaia di feriti, devastazione di Camere del lavoro e di partiti. Mussolini sa scegliere chi colpire: un parroco, don Giovanni Minzoni, ad Argenta, ucciso a bastonate nel 1923, il socialista Giacomo Matteotti, il più tenace e popolare fra i leaders parlamentari, rapito ed ucciso nel giugno 1924, il liberale Giovanni Amendola, ex ministro, selvaggiamente picchiato a Montecatini, morto nel 1926, come Piero Gobetti, il più giovane e originale fra gli oppositori, che si spegne a Parigi dopo violentissime percosse, il giovane dirigente comunista Gastone Sozzi, torturato e "suicidato" nel carcere di Perugia nel 1928, il liberalsocialista Carlo Rosselli, promotore della partecipazione alla guerra di Spagna («Oggi in Spagna, domani in Italia»), assassinato in Francia assieme al fratello Nello nel 1937, Antonio Gramsci duramente condannato e fatto marcire in carcere fino alla morte, in clinica, nel 1937. Con le leggi speciali del 1926 vengono dichiarati decaduti i deputati dell'opposizione, abolita la libertà di stampa (il sindacato giornalisti, che resiste, è sciolto d'autorità), soppressi i giornali di opposizione, sciolti i partiti, istituito il Tribunale Speciale e il confino di polizia, ripristinata la pena di morte.
- Elezioni abolite: Mussolini va al potere, complice il re, col colpo di Stato della marcia su Roma dell'ottobre ‘22 (l'anno prima ha raccolto pochi voti). Poi si taglia su misura una legge elettorale maggioritaria. Con la quale si vota nel 1924, una parvenza di democrazia. Matteotti, che denuncia, durissimo, alla Camera violenze, intimidazioni e brogli, viene eliminato poche settimane dopo. Si tengono due grotteschi plebisciti sul regime, nel 1929 e nel 1934. Votare "no" su di una scheda trasparente vuol dire venire bastonato fuori dal seggio. Nel 1929 sono 135.773 a votare così. Poi vale soltanto la tessera del Partito Nazionale Fascista senza la quale non si può lavorare, negli uffici pubblici, nella scuola, ma un po' dovunque. Viene imposto ai docenti universitari il giuramento di fedeltà al regime: in dodici non giurano, altri hanno già perso o perderanno la cattedra per antifascismo (Salvemini, Lionello Venturi, Borgese), altri ancora si mascherano per cospirare.
- Tribunale Speciale: istituito il 5 novembre 1926, durerà fino al 25 luglio 1943. I processati sono migliaia, i condannati circa 4.600 (dei quali 697 minorenni) per oltre 28.000 anni di carcere irrogati complessivamente. In maggioranza si tratta di operai e artigiani, per lo più comunisti. Giovani, sui trent'anni in media. Il trentenne Umberto Terracini, condannato nel 1926, trascorrerà ininterrottamente in galera e al confino circa 17 anni, venendo liberato dopo la caduta di Mussolini nel ‘43. È ebreo e due volte espulso dal Pci per antistalinismo. Giancarlo Pajetta viene processato e duramente condannato a 17 anni appena. Trentuno le esecuzioni capitali. Altre centinaia di antifascisti devono espatriare clandestinamente. Uno dei più importanti fra gli esuli, Filippo Turati, viene fatto fuggire da Sandro Pertini, poi carcerato a lungo, e da altri (l'auto è guidata dall'industriale ebreo Adriano Olivetti).
- Politica economica: vengono soppresse anche le libertà sindacali e vietati gli scioperi. Per tutto il ventennio la compressione dei salari è costante. L'indice delle retribuzioni pari a 127 nel 1921, prima dell'avvento di Mussolini, tocca un minimo storico nel 1926 con 111,6. Per tornare al livello del 1921 bisognerà aspettare il 1949. Il fascismo non applica la nominatività ai titoli azionari, abolisce subito la commissione per i sovraprofitti di guerra, l'imposta di successione e quella sui capitali di banche e industrie, sblocca i fitti, ecc. I salvataggi industriali saranno pagati dalla collettività. Lo Stato corporativo rimane sulla carta.
- Leggi razziali: nel 1938 agli italiani di "razza ebrea" sono vietati tutti gli incarichi pubblici, le scuole statali, il contatto stesso con gli "ariani", l'esercizio di numerose attività commerciali, compresa la licenza di un taxi, l'ingresso nelle pubbliche biblioteche e così via. Poi la Shoa. I cittadini di origine israelita non sono mai stati molti in Italia. Stavolta muoiono in tanti. La comunità romana registra oltre 2.000 deportati, dei quali appena 16 tornano vivi. Intere famiglie risultano annientate in tutta Italia.
- La guerra: il fascismo vuole l'entrata in guerra a fianco di Hitler, pur conoscendo la totale impreparazione del nostro esercito. Risultato finale (oltre a città distrutte, infrastrutture territori devastati): 330.000 militari caduti o dispersi e 85.000 civili deceduti. Circa 650.000 soldati e 30.000 ufficiali italiani vengono internati in Germania (dopo i massacri di massa a Cefalonia e a Corfù) dopo l'8 settembre ‘43. Nella quasi totalità rifiutano di aderire alla Repubblica di Salò e patiscono una dura prigionia, così che oltre 41.400 di essi moriranno nei lager. Una pagina di storia e di amor patrio straordinaria e pochissimo conosciuta. Alla Resistenza partecipano circa 300.000 fra italiani e italiane: le donne fucilate o impiccate saranno 2.812, oltre mille cadono negli scontri coi nazifascisti. In totale i morti della Resistenza, in combattimento o dopo la cattura, sono oltre 44.000. Altrettanti i militari del Corpo di Liberazione caduti a fianco degli Alleati anglo-franco-americani. Le stragi di cittadini inermi perpetrate dai nazifascisti si contano in oltre 400, per circa 15.000 vittime, da Castellaneta a Bolzano, compiute dalle Ss, da militari della Wermacht in ritirata, col sostegno spesso dei militari di Salò. Ben 695 i fascicoli delle stragi sepolti negli "armadi della vergogna" (come li ha chiamati Franco Giustolisi) e appena una decina i processi.


                                                                                                                                                                                Max

sabato 26 gennaio 2013

PER NON DIMENTICARE MAI LA BESTIA NAZISTA !!!!!




SHOAH
 PENSIERI POESIE IMMAGINI
E NON SOLO…
PER NON DIMENTICARE…
      




Prima di dar un modesto contributo alla memoria
 di questa giornata desidero
esprimere qualche piccolo pensiero personale.
Quello che più mi rattrista ed indigna è che
quanto accaduto è stato un frutto diabolico
di quella che riteniamo, e giustamente,
la nostra grande civiltà europea…
Aggiungo poi che oggi,
da varie parti in Italia e nel mondo
 c'è il tentativo di crear un confuso calderone 
e così mischiando le carte
non riconoscere e/o sminuire l'immensa vergogna…
per tutto il genere umano…
del genocidio…
Ci sono poi anche i negazionisti…
che non solo offendono la memoria delle vittime…
ma anche la realtà… la storia e la nostra intelligenza.
 



Casapound. A Napoli un riprovevole episodio. A Grillo l'antifascismo non gli compete ancora?
Quanto accaduto a Napoli continua a far riflettere sulla pericolosità di alcuni esponenti legati al mondo dell'estremismo di destra, xenofobo e razzista. 
Fa, infatti, rabbrividire quanto è successo l'altro giorno a Napoli, dove  sette giovani appartenenti al gruppo di  CasaPound sono stati arrestati, mentre tre si trovano in obbligo di dimora. Tra i giovani, tutti accusati di aver partecipato a scontri di piazza a Napoli, c’è anche Emmanuela Florino, figlia dell’ex senatore di An Michele Florino, nonché candidata di Casapound alle politiche del 24 e 25 febbraio.
Dalle indagini dei Ros che hanno portato all'arresto dei militanti, sono emersi risvolti raccapriccianti.  Gli estremisti avrebbero infatti pianificato attacchi contro persone, colpevoli  di essere ebrei.  Dalle intercettazioni telefoniche il gruppo stava organizzando degli attacchi mirati ad una oreficeria gestita da un ebreo e addirittura si è parlato di un piano per violentare una studentessa universitaria ebrea.
Ora che i responsabili sono stati assicurati alla giustizia sarebbe ora di andare a fondo a questo fenomeno,  la cui sola propaganda rappresenta un reato per la legge italiana.
"Questo episodio, ultimo di una serie, testimonia l'effettiva e concreta pericolosità di nuclei che si ispirano a valori antitetici a quelli sui quali si basano le nostre società democratiche". Così  in una nota congiunta dal presidente dell`Unione delle comunità ebraiche italiane (Ucei), Renzo Gattegna, e dal presidente della Comunità ebraica di Napoli, Pier Luigi Campagnano.
"È adesso necessario andare a fondo del problema, indagare, approfondire e verificare se la formazione di questi gruppi, alcuni dei quali partecipano anche alle prossime consultazioni elettorali, sia stata effettuata nel rispetto delle leggi e dei regolamenti in vigore a difesa dei principi di libertà e di eguaglianza". L`appello dell`Ucei  - continua la nota - è perché si ribadisca  un no fortissimo da parte di tutti coloro che amano e
credono nella libertà contro chi prova a diffondere odio e violenza; massima attenzione verso ogni manifestazione di razzismo, antisemitismo e xenofobia; individuazione dei responsabili e applicazione delle sanzioni previste dalla legge".
Chissà se dopo questo ennesimo episodio Beppe Grillo avrà il coraggio di rispondere a chi gli domanda se è antifascista che il problema non gli compete.

                                                                                                                           Max